Relazioni alimentari: esercizio del potere e agency alimentare nei CAS di montagna del cuneese
Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
Il contributo propone un’analisi delle pratiche alimentari interne ai Centri di Accoglienza
Straordinaria (CAS) delle alpi cuneesi, dalle quali emerge che lo stesso cibo usato come
strumento di controllo istituzionale sui corpi dei richiedenti asilo è anche una arena di
resistenza e agency. Strutturato in quattro sezioni, il contributo affronta le distinzioni
teoriche tra cibo e anti-cibo, per analizzare, attraverso dati etnografici raccolti nelle valli
Gesso, Stura, Grana e Maira tra il 2018 e il 2019, il cibo del potere e il potere del cibo: in
questa arena si esercitano azioni “civilizzatrici” di controllo e rieducazione e al contempo
di contrasto, di emancipazione.
La manipolazione del cibo, l’atto culinario, e l’esercizio della sovranità alimentare si pre-
sentano come strumenti di contrasto al regime dei pasti, alle tabelle nutrizionali e i vincoli
qualitativi dell’approvvigionamento alimentare, imposti dalle istituzioni coinvolte nell’ac-
coglienza. È alimentando le relazioni alimentari, attraverso mediazioni gustative, ingre-
dienti totemici, abbinamenti culinari, modalità di consumo culturalmente appropriate,
combinazioni socialmente condivise, che i richiedenti asilo affermano quotidianamente la
propria presenza contro il potere disciplinante e di controllo dell’istituzione CAS. L’azione
culinaria mostra come l’esercizio della cittadinanza si giochi su piani meno espliciti della
diretta azione politica
Straordinaria (CAS) delle alpi cuneesi, dalle quali emerge che lo stesso cibo usato come
strumento di controllo istituzionale sui corpi dei richiedenti asilo è anche una arena di
resistenza e agency. Strutturato in quattro sezioni, il contributo affronta le distinzioni
teoriche tra cibo e anti-cibo, per analizzare, attraverso dati etnografici raccolti nelle valli
Gesso, Stura, Grana e Maira tra il 2018 e il 2019, il cibo del potere e il potere del cibo: in
questa arena si esercitano azioni “civilizzatrici” di controllo e rieducazione e al contempo
di contrasto, di emancipazione.
La manipolazione del cibo, l’atto culinario, e l’esercizio della sovranità alimentare si pre-
sentano come strumenti di contrasto al regime dei pasti, alle tabelle nutrizionali e i vincoli
qualitativi dell’approvvigionamento alimentare, imposti dalle istituzioni coinvolte nell’ac-
coglienza. È alimentando le relazioni alimentari, attraverso mediazioni gustative, ingre-
dienti totemici, abbinamenti culinari, modalità di consumo culturalmente appropriate,
combinazioni socialmente condivise, che i richiedenti asilo affermano quotidianamente la
propria presenza contro il potere disciplinante e di controllo dell’istituzione CAS. L’azione
culinaria mostra come l’esercizio della cittadinanza si giochi su piani meno espliciti della
diretta azione politica
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
cibo; potere; cucina; richiedenti asilo; montagna
Elenco autori:
Cottino, Gaia
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Pubblicato in: