Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
L’affido familiare è una risorsa per la comunità, in quanto realizza l’esigenza
di attuare il diritto del minore a crescere in un ambiente familiare, quando la
sua famiglia di origine non sia temporaneamente in grado di provvedere ai suoi
interessi, al suo «migliore interesse» (art. 3 CRC), ai doveri che la normativa
e, soprattutto, la natura del ruolo genitoriale richiedono. È una risorsa per la
comunità, ancora, perché mette in moto relazioni, collega due mondi familiari
creando un ponte fra l’affidatario e la famiglia di origine del minore.
Il diritto vorrebbe la temporaneità dell’affidamento familiare e l’accompagnamento
della famiglia di origine da parte dei servizi, in modo che possano essere risolte
le problematiche della famiglia di origine e il minore possa rientrarvi appena
possibile: non sempre questo è realizzabile de facto. L’affidatario, poi, dovrebbe
ricevere formazione (prima) e accompagnamento (durante) per essere consapevole
dei doveri e delle responsabilità che l’affido richiede, riuscendo a reggerne le
tensioni e le difficoltà e mantenendo sempre, là dove è possibile, il ruolo di
famiglia complementare, aggiuntiva, di appoggio, alla famiglia di origine. Le
prassi di attuazione della normativa in materia e le varie sfumature della realtà
delle singole storie familiari, tuttavia, sollevano interrogativi, fanno emergere nodi
e aprono ulteriori piste di riflessione e analisi sul tema.
di attuare il diritto del minore a crescere in un ambiente familiare, quando la
sua famiglia di origine non sia temporaneamente in grado di provvedere ai suoi
interessi, al suo «migliore interesse» (art. 3 CRC), ai doveri che la normativa
e, soprattutto, la natura del ruolo genitoriale richiedono. È una risorsa per la
comunità, ancora, perché mette in moto relazioni, collega due mondi familiari
creando un ponte fra l’affidatario e la famiglia di origine del minore.
Il diritto vorrebbe la temporaneità dell’affidamento familiare e l’accompagnamento
della famiglia di origine da parte dei servizi, in modo che possano essere risolte
le problematiche della famiglia di origine e il minore possa rientrarvi appena
possibile: non sempre questo è realizzabile de facto. L’affidatario, poi, dovrebbe
ricevere formazione (prima) e accompagnamento (durante) per essere consapevole
dei doveri e delle responsabilità che l’affido richiede, riuscendo a reggerne le
tensioni e le difficoltà e mantenendo sempre, là dove è possibile, il ruolo di
famiglia complementare, aggiuntiva, di appoggio, alla famiglia di origine. Le
prassi di attuazione della normativa in materia e le varie sfumature della realtà
delle singole storie familiari, tuttavia, sollevano interrogativi, fanno emergere nodi
e aprono ulteriori piste di riflessione e analisi sul tema.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Famiglia; Diritti dei minori; Affidamento familiare
Elenco autori:
Crocetta, C; Turco, Cristiana
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: