Una giustificazione sbagliata è un buon argomento? Teoria della mente e argomentazione nel contesto sperimentale
Abstract
Publication Date:
2018
abstract:
Introduzione:
La letteratura ha dedicato poca attenzione alle argomentazioni prodotte dai bambini, soprattutto se coinvolti in uno scambio dialogico con adulti in contesti sperimentali. Questo particolare contesto comunicativo è caratterizzato da precisi obiettivi di ricerca, noti solo al ricercatore. Ciò ha conseguenze sul tipo di attività argomentativa (Levinson 1979; van Eemeren 2010), che è predefinita e rigida e che esclude la possibilità di argomentazione naturale. Questo determina un'asimmetria tra adulti e bambini, che può avere un'influenza su come i bambini rispondono alle richieste del ricercatore; per esempio, quando viene loro chiesto di giustificare le loro risposte ad un classico compito di falsa credenza del 2 ° ordine (Perner e Wimmer, 1985). In questo compito solo i ragionamenti che dimostrano esplicitamente che il bambino è impegnato nel ragionamento ricorsivo di 2° ordine sugli stati mentali è considerato corretto (Sullivan et al, 1994). Questo contributo propone un nuovo approccio per interpretare le giustificazioni di questo compito, adottando una prospettiva dialogica e analizzando le risposte dei bambini secondo due modelli della Teoria della Argomentazione.
Metodo:
Hanno partecipato allo studio 86 bambini (48 maschi, età media = 123 mesi, ds = 3,9 mesi). Ai bambini è stato somministrato il compito di falsa credenza di 2 ° ordine, il gelataio. Le analisi sono state effettuate attraverso 2 modelli della Teoria dell’Argomentazione: il modello pragma-dialettico - analityc overview (van Eemeren & Grootendorst, 2004) per l’individuazione degli argomenti utilizzati dai bambini e l’Argumentum Model of Topics – AMT (Rigotti & Greco Morasso, 2010), che coglie la componente inferenziale del ragionamento.
Risultati:
Dalla ricostruzione della risposta attesa attraverso l’analytic overview, sono emerse 5 categorie di risposta, 3 che si riferiscono agli argomenti che sono legati alla risposta attesa dal test e 2 alle deviazioni da questa, risposte considerate sbagliate nella codifica tradizionale. La "risposta ideale" è composta da uno standpoint e da due argomenti coordinati che costituiscono la giustificazione prevista, due premesse di uno stesso schema argomentativo, basato su una relazione di causa-effetto. Per quanto riguarda le risposte sbagliate possono riferirsi al punto di vista dei protagonisti della storia o alle ipotetiche e possibili esperienze, desideri dei personaggi o a esperienze personali dei bambini intervistati. I risultati dell’analisi dell’AMT, mostrano che le risposte parzialmente "scorrette" dei bambini dipendono dalla pragmatica della conversazione e dalla relazione tra contenuto esplicito e implicito e da un fraintendimento della issue (domanda) da cui parte la discussione. Queste risposte sono basate su inferenze corrette ma che non soddisfano le aspettative del compito, perché i bambini non condividono le stesse premesse materiali dei ricercatori.
Conclusioni:
Lo studio dimostra come la considerazione dialogica delle impostazioni sperimentali possa contribuire a portare alla luce i ragionamenti che si nascondo dietro le risposte sbagliate dei bambini e che con una codifica tradizionale si perderebbero. Questo contribuisce a una nuova interpretazione degli "errori" e aiuta a identificare possibili equivoci nell'interazione adulto-bambino, aprendo così la discussione sul modo di risolverli.
La letteratura ha dedicato poca attenzione alle argomentazioni prodotte dai bambini, soprattutto se coinvolti in uno scambio dialogico con adulti in contesti sperimentali. Questo particolare contesto comunicativo è caratterizzato da precisi obiettivi di ricerca, noti solo al ricercatore. Ciò ha conseguenze sul tipo di attività argomentativa (Levinson 1979; van Eemeren 2010), che è predefinita e rigida e che esclude la possibilità di argomentazione naturale. Questo determina un'asimmetria tra adulti e bambini, che può avere un'influenza su come i bambini rispondono alle richieste del ricercatore; per esempio, quando viene loro chiesto di giustificare le loro risposte ad un classico compito di falsa credenza del 2 ° ordine (Perner e Wimmer, 1985). In questo compito solo i ragionamenti che dimostrano esplicitamente che il bambino è impegnato nel ragionamento ricorsivo di 2° ordine sugli stati mentali è considerato corretto (Sullivan et al, 1994). Questo contributo propone un nuovo approccio per interpretare le giustificazioni di questo compito, adottando una prospettiva dialogica e analizzando le risposte dei bambini secondo due modelli della Teoria della Argomentazione.
Metodo:
Hanno partecipato allo studio 86 bambini (48 maschi, età media = 123 mesi, ds = 3,9 mesi). Ai bambini è stato somministrato il compito di falsa credenza di 2 ° ordine, il gelataio. Le analisi sono state effettuate attraverso 2 modelli della Teoria dell’Argomentazione: il modello pragma-dialettico - analityc overview (van Eemeren & Grootendorst, 2004) per l’individuazione degli argomenti utilizzati dai bambini e l’Argumentum Model of Topics – AMT (Rigotti & Greco Morasso, 2010), che coglie la componente inferenziale del ragionamento.
Risultati:
Dalla ricostruzione della risposta attesa attraverso l’analytic overview, sono emerse 5 categorie di risposta, 3 che si riferiscono agli argomenti che sono legati alla risposta attesa dal test e 2 alle deviazioni da questa, risposte considerate sbagliate nella codifica tradizionale. La "risposta ideale" è composta da uno standpoint e da due argomenti coordinati che costituiscono la giustificazione prevista, due premesse di uno stesso schema argomentativo, basato su una relazione di causa-effetto. Per quanto riguarda le risposte sbagliate possono riferirsi al punto di vista dei protagonisti della storia o alle ipotetiche e possibili esperienze, desideri dei personaggi o a esperienze personali dei bambini intervistati. I risultati dell’analisi dell’AMT, mostrano che le risposte parzialmente "scorrette" dei bambini dipendono dalla pragmatica della conversazione e dalla relazione tra contenuto esplicito e implicito e da un fraintendimento della issue (domanda) da cui parte la discussione. Queste risposte sono basate su inferenze corrette ma che non soddisfano le aspettative del compito, perché i bambini non condividono le stesse premesse materiali dei ricercatori.
Conclusioni:
Lo studio dimostra come la considerazione dialogica delle impostazioni sperimentali possa contribuire a portare alla luce i ragionamenti che si nascondo dietro le risposte sbagliate dei bambini e che con una codifica tradizionale si perderebbero. Questo contribuisce a una nuova interpretazione degli "errori" e aiuta a identificare possibili equivoci nell'interazione adulto-bambino, aprendo così la discussione sul modo di risolverli.
Iris type:
4.2 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
: Teoria della Mente; Argomentazione; Componente inferenziale
List of contributors:
Lombardi, E.; Greco, S.; Schär, R.; Iannaccone, A.; Perret-Clermont, A. N.
Book title:
XXXI Congresso AIP sezione di psicologia dello sviluppo e dell'educazione - Abstract dei contributi