Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
Nell’analisi del presente volume, a partire dall’età moderna, le società
europee hanno mutato la loro concezione della realtà, sganciandola
via via dall’ens creator. Ciò non è, tuttavia, indice di “progresso”,
rispetto al quale le culture tradizionali tra cui quella islamica sarebbero
“arretrate”, ma è, più semplicemente, indice di un differente sviluppo
di civiltà che richiede, nell’oggi della multiculturalità europea e occidentale,
di essere compreso entro un dialogo formativo rivolto in prima
istanza alle culture “sorelle” quali quella europea, quella islamica
e quella ebraica, che affondano le comuni origini nell’esperienza del
patriarca Abramo. Un’esperienza, peraltro, erratica, inquieta, mai paga
di certezze acquisite che, pertanto, ancora oggi si pone come istanza
critica nei riguardi di qualunque concezione della realtà che abbia pretese
di “compiutezza”. Un’esperienza che interpella le “culture sorelle”
del Mediterraneo a riconoscersi figlie dello stesso padre e a guardarsi
tra loro non con astio e sfida, ma con compassione, riconoscendosi
in una reciprocità che, nella mia analisi pedagogica, ho individuato
nell’ibridazione e condivisione mediterranea di saperi di fondamentale
importanza quali quello filosofico e quello medico.
La questione del disagio che spesso contrassegna i vissuti di ospiti
e ospitanti, pertanto, ho ritenuto nel presente saggio dovesse essere
affrontata primariamente entro i contesti formativi della Scuola e della
Sanità. In particolare, ho proposto lo studio del medico del territorio in
quanto laboratorio di interculturalità in cui, con gli strumenti culturali e
pedagogici del decentramento cognitivo e affettivo, poter promuovere
pensiero e personalità migranti.
europee hanno mutato la loro concezione della realtà, sganciandola
via via dall’ens creator. Ciò non è, tuttavia, indice di “progresso”,
rispetto al quale le culture tradizionali tra cui quella islamica sarebbero
“arretrate”, ma è, più semplicemente, indice di un differente sviluppo
di civiltà che richiede, nell’oggi della multiculturalità europea e occidentale,
di essere compreso entro un dialogo formativo rivolto in prima
istanza alle culture “sorelle” quali quella europea, quella islamica
e quella ebraica, che affondano le comuni origini nell’esperienza del
patriarca Abramo. Un’esperienza, peraltro, erratica, inquieta, mai paga
di certezze acquisite che, pertanto, ancora oggi si pone come istanza
critica nei riguardi di qualunque concezione della realtà che abbia pretese
di “compiutezza”. Un’esperienza che interpella le “culture sorelle”
del Mediterraneo a riconoscersi figlie dello stesso padre e a guardarsi
tra loro non con astio e sfida, ma con compassione, riconoscendosi
in una reciprocità che, nella mia analisi pedagogica, ho individuato
nell’ibridazione e condivisione mediterranea di saperi di fondamentale
importanza quali quello filosofico e quello medico.
La questione del disagio che spesso contrassegna i vissuti di ospiti
e ospitanti, pertanto, ho ritenuto nel presente saggio dovesse essere
affrontata primariamente entro i contesti formativi della Scuola e della
Sanità. In particolare, ho proposto lo studio del medico del territorio in
quanto laboratorio di interculturalità in cui, con gli strumenti culturali e
pedagogici del decentramento cognitivo e affettivo, poter promuovere
pensiero e personalità migranti.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
salute, formazione, islam, medicina, mediterraneo
Elenco autori:
Renna, Pasquale
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