Publication Date:
2014
abstract:
Nella crisi della postmodernità hanno trovato spazio riflessioni e progettazioni di
ogni genere, alcune pregnanti, altre forse più peregrine, altre ancora collocate un
po' troppo disinvoltamente in questo contesto di valenza epocale, a nostro parere.
Tra quelle che ci paiono più significative, un posto di rilievo occupa il recupero del
pensiero narrativo, dopo almeno tre secoli di svalutazione illuministica. Dunque, si
può pensare in termini narrativi, e non si tratta di un pensiero minore, ma di una
modalità di interagire tra soggetto pensante e oggetto-mondo di provata dignità
intellettuale, ancorché con funzioni ed esiti non sovrapponibili al pensiero raziona-
le. Sennonché, quando si tratta di narratività - quindi di una modalità di comuni-
cazione - per elaborare la riflessione (e fin qui ci potrebbe anche stare), si usano
parametri riferibili alla razionalità, mentre per comunicare queste stesse riflessioni
(e qui invece stupisce un po'), si usano quasi esclusivamente modalità argomentati-
ve. La sfida è allora questa: ma si può davvero parlare di narratività in modo narra-
tivo? Se non fosse così, ci si deve rassegnare ad una sorta di marginalità di questa
modalità di pensiero. Il testo ci prova, e cioè racconta di episodi di formazione degli
insegnanti volti a far loro scoprire l'esistenza di una pedagogia narrativa, con l'invi-
to a trasferire tale prospettiva metodologica nella didattica di tutti i giorni, senza
per questo tradire o annacquare la correttezza scientifica delle strategie adottate. Le
proposte trattano di una pluralità di linguaggi della comunicazione, tra i quali vie-
ne dato particolarmente spazio ala teatralità. Il target di riferimento è soprattutto
quello della scuola dell'infanzia: autori e curatori appartengono alla commissione
scientifica dell'Associazione Milanese delle scuole materne, aderente alla Fism/
Federazione nazionale scuole materne di ispirazione cristiana.
ogni genere, alcune pregnanti, altre forse più peregrine, altre ancora collocate un
po' troppo disinvoltamente in questo contesto di valenza epocale, a nostro parere.
Tra quelle che ci paiono più significative, un posto di rilievo occupa il recupero del
pensiero narrativo, dopo almeno tre secoli di svalutazione illuministica. Dunque, si
può pensare in termini narrativi, e non si tratta di un pensiero minore, ma di una
modalità di interagire tra soggetto pensante e oggetto-mondo di provata dignità
intellettuale, ancorché con funzioni ed esiti non sovrapponibili al pensiero raziona-
le. Sennonché, quando si tratta di narratività - quindi di una modalità di comuni-
cazione - per elaborare la riflessione (e fin qui ci potrebbe anche stare), si usano
parametri riferibili alla razionalità, mentre per comunicare queste stesse riflessioni
(e qui invece stupisce un po'), si usano quasi esclusivamente modalità argomentati-
ve. La sfida è allora questa: ma si può davvero parlare di narratività in modo narra-
tivo? Se non fosse così, ci si deve rassegnare ad una sorta di marginalità di questa
modalità di pensiero. Il testo ci prova, e cioè racconta di episodi di formazione degli
insegnanti volti a far loro scoprire l'esistenza di una pedagogia narrativa, con l'invi-
to a trasferire tale prospettiva metodologica nella didattica di tutti i giorni, senza
per questo tradire o annacquare la correttezza scientifica delle strategie adottate. Le
proposte trattano di una pluralità di linguaggi della comunicazione, tra i quali vie-
ne dato particolarmente spazio ala teatralità. Il target di riferimento è soprattutto
quello della scuola dell'infanzia: autori e curatori appartengono alla commissione
scientifica dell'Associazione Milanese delle scuole materne, aderente alla Fism/
Federazione nazionale scuole materne di ispirazione cristiana.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
List of contributors:
Zappa, Cristiano
Book title:
Storie di scuola. Pedagogia narrativa per l'infanzia