Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
L’interesse di Gozzano verso il mondo fiabesco non fu dovuto a semplici contingenze, né dettato da
ragioni economiche, ma lo accompagnò per tutta l’esistenza e determinò
alcuni tratti della sua poesia. Studioso assiduo e grande conoscitore
dei meccanismi narrativi, egli stesso ricorda la sua abitudine,
da adolescente, di riunire i ragazzi del quartiere per intrattenerli
con i racconti che inventava sul momento, e la pratica di narrare
ai nipoti le fiabe che conosceva e che scriveva per loro. Le fiabe
vere e proprie rappresentano del resto una parte cospicua della
produzione dell’autore e la loro stesura impegna Gozzano per un
periodo di tempo piuttosto lungo, dal 1908 fino alla morte, nel ’16. Il saggio è incentrato su un tassello poco noto e trascurato della produzione gozzaniana: le fiabe. Sebbene conoscano una fase di condizionamento negativo e conseguente calo di tono, costituiscono un’opera interessante e un fertile terreno di studio, in quanto parte integrante del pensare poetico dell’autore. Il maggiore esponente del crepuscolarismo, alla costante ricerca di una “via del rifugio” da se stesso e dal reale, trova in questo genere un luogo letterario di evasione e ristoro, nel quale riversare i propri conflitti interiori per risolverli. Oltre ad una serie di tessere lessicali e immagini che rimbalzano dalla poesia alla fiaba, e viceversa, i nessi intercorrenti tra i due generi sono soprattutto di ordine sostanziale, a partire dall’importanza del sogno e della fantasia nella costruzione dell’universo lirico, per finire con la problematica concezione del sé e dei binomi antitetici di spazio e tempo.
ragioni economiche, ma lo accompagnò per tutta l’esistenza e determinò
alcuni tratti della sua poesia. Studioso assiduo e grande conoscitore
dei meccanismi narrativi, egli stesso ricorda la sua abitudine,
da adolescente, di riunire i ragazzi del quartiere per intrattenerli
con i racconti che inventava sul momento, e la pratica di narrare
ai nipoti le fiabe che conosceva e che scriveva per loro. Le fiabe
vere e proprie rappresentano del resto una parte cospicua della
produzione dell’autore e la loro stesura impegna Gozzano per un
periodo di tempo piuttosto lungo, dal 1908 fino alla morte, nel ’16. Il saggio è incentrato su un tassello poco noto e trascurato della produzione gozzaniana: le fiabe. Sebbene conoscano una fase di condizionamento negativo e conseguente calo di tono, costituiscono un’opera interessante e un fertile terreno di studio, in quanto parte integrante del pensare poetico dell’autore. Il maggiore esponente del crepuscolarismo, alla costante ricerca di una “via del rifugio” da se stesso e dal reale, trova in questo genere un luogo letterario di evasione e ristoro, nel quale riversare i propri conflitti interiori per risolverli. Oltre ad una serie di tessere lessicali e immagini che rimbalzano dalla poesia alla fiaba, e viceversa, i nessi intercorrenti tra i due generi sono soprattutto di ordine sostanziale, a partire dall’importanza del sogno e della fantasia nella costruzione dell’universo lirico, per finire con la problematica concezione del sé e dei binomi antitetici di spazio e tempo.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Gozzano, fiaba, poesia, crepuscolarismo
Elenco autori:
Tonello, Elisabetta
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