Esoneri e dispense al Comune di Milano : La persecuzione antiebraica nei confronti dei dipendenti dell'Amministrazione comunale
Articolo
Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
L’articolo 13 del Regio decreto legge 1728/1938 prevedeva che le amministrazioni pubbliche
non potessero avere alle proprie dipendenze persone di “razza ebraica”. Ciò costrinse i comu-
ni di tutto il Regno a dispensare dal servizio i dipendenti ebrei entro tre mesi dalla data di en-
trata in vigore del decreto. Questo saggio, intende aprire una nuova prospettiva di ricerca,
analizzando sia l’iter burocratico-amministrativo e le dinamiche interne all’amministrazione
comunale di Milano, sia i profili dei dipendenti comunali. A partire dalla metà di dicembre
1938, l’Amministrazione comunale milanese licenziò, per motivi razziali, ventisei dipendenti;
due di loro vennero riconosciuti non appartenenti alla “razza ebraica” e poterono riprendere il
lavoro, gli altri subirono la persecuzione. Si trattava di figure variegate e interessanti: sempli-
ci impiegati, ingegneri, medici, farmacisti, insegnanti, vigili del fuoco, segretarie, inservienti
e operai. Dopo l’occupazione nazista della città, alcuni scelsero di fuggire all’estero, la mag-
gioranza rimase, invece, in Italia, nascondendosi per non essere arrestata. In quattro vennero
deportati ad Auschwitz, dove morirono. Alla fine della guerra solamente sei ripresero il posto
di lavoro presso il Comune.
non potessero avere alle proprie dipendenze persone di “razza ebraica”. Ciò costrinse i comu-
ni di tutto il Regno a dispensare dal servizio i dipendenti ebrei entro tre mesi dalla data di en-
trata in vigore del decreto. Questo saggio, intende aprire una nuova prospettiva di ricerca,
analizzando sia l’iter burocratico-amministrativo e le dinamiche interne all’amministrazione
comunale di Milano, sia i profili dei dipendenti comunali. A partire dalla metà di dicembre
1938, l’Amministrazione comunale milanese licenziò, per motivi razziali, ventisei dipendenti;
due di loro vennero riconosciuti non appartenenti alla “razza ebraica” e poterono riprendere il
lavoro, gli altri subirono la persecuzione. Si trattava di figure variegate e interessanti: sempli-
ci impiegati, ingegneri, medici, farmacisti, insegnanti, vigili del fuoco, segretarie, inservienti
e operai. Dopo l’occupazione nazista della città, alcuni scelsero di fuggire all’estero, la mag-
gioranza rimase, invece, in Italia, nascondendosi per non essere arrestata. In quattro vennero
deportati ad Auschwitz, dove morirono. Alla fine della guerra solamente sei ripresero il posto
di lavoro presso il Comune.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Jews; Local government employees; Milan; Municipality of Milan; Persecution
Elenco autori:
Edallo, E.
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