'Noi siamo i talebani del cibo’. Riabitare le montagne per nutrire i centri urbani
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2022
Abstract:
Lo spazio che separa la montagna dalla città è tutt'altro che vuoto: vi è un’innumerevole
costellazione di centri urbani, più o meno popolosi, che afferisce alla media valle e che raccoglie
per prima i prodotti della montagna. Questi centri di media valle hanno accolto i "primi migranti
[che] erano i montanari" scesi dalle terre alte alla ricerca di migliori condizioni di vita e hanno
dato sollievo alle fatiche di una economia di alta valle, profondamente legata all'ecologia del
territorio e pertanto segnata da discontinuità produttivo-alimentare e itineranza. Si tratta di un
esodo, quello dei montanari, registrato da innumerevoli voci (Ponzo 1982), che ha lasciato alle
spalle un abbandono del territorio, un paesaggio fragile (Tarpino 2016). I segnali di
controtendenza registrati dall'ISTAT sono da attribuirsi ad una nuova migrazione verso le
montagne ad opera di migranti per scelta, per forza e per necessità (Membretti, Koefler, Viazzo
2017) che ha consentito di riattivare il circuito virtuoso dell'interazione tra l'alta e la mediabassa valle, dove i centri urbani trovano la propria ubicazione. L'intervento mette in luce il
legame tra il ripopolamento delle montagne da parte dei nuovi montanari che si definiscono "i
talebani del cibo" e l'accessibilità al cibo di qualità dei centri urbani di media valle. A partire
dall'analisi di dati etnografici sulle interazioni alimentari che intercorrono all'interno
dell'eterogenea composizione degli abitanti dell'alta Valle Maira e del principale centro urbano
della stessa, Dronero, l'intervento presenta un quadro dei fattori che rendono possibile la
(dis)continuità della memoria dei sapori e l'itineranza dei prodotti. Quest'ultimi vengono
filtrati dai centri di media valle, perché in parte assorbiti dalle tavole della cittadinanza e in
parte da un'offerta turistica eno-gastronomica che poggia sulla promozione dell'"autentico"
reperibile solo localmente, con il risultato di un minor mercato di prodotti rivolto alle grandi
città di pianura. Nel ripensare criticamente al rapporto tra la montagna e le grandi città di
pianura da nutrire ci si interrogherà allora sul reticolo di relazioni decentrate, sul ruolo dei
centri urbani di media valle e sul futuro urbano della civiltà montana (Dematteis 2016).
costellazione di centri urbani, più o meno popolosi, che afferisce alla media valle e che raccoglie
per prima i prodotti della montagna. Questi centri di media valle hanno accolto i "primi migranti
[che] erano i montanari" scesi dalle terre alte alla ricerca di migliori condizioni di vita e hanno
dato sollievo alle fatiche di una economia di alta valle, profondamente legata all'ecologia del
territorio e pertanto segnata da discontinuità produttivo-alimentare e itineranza. Si tratta di un
esodo, quello dei montanari, registrato da innumerevoli voci (Ponzo 1982), che ha lasciato alle
spalle un abbandono del territorio, un paesaggio fragile (Tarpino 2016). I segnali di
controtendenza registrati dall'ISTAT sono da attribuirsi ad una nuova migrazione verso le
montagne ad opera di migranti per scelta, per forza e per necessità (Membretti, Koefler, Viazzo
2017) che ha consentito di riattivare il circuito virtuoso dell'interazione tra l'alta e la mediabassa valle, dove i centri urbani trovano la propria ubicazione. L'intervento mette in luce il
legame tra il ripopolamento delle montagne da parte dei nuovi montanari che si definiscono "i
talebani del cibo" e l'accessibilità al cibo di qualità dei centri urbani di media valle. A partire
dall'analisi di dati etnografici sulle interazioni alimentari che intercorrono all'interno
dell'eterogenea composizione degli abitanti dell'alta Valle Maira e del principale centro urbano
della stessa, Dronero, l'intervento presenta un quadro dei fattori che rendono possibile la
(dis)continuità della memoria dei sapori e l'itineranza dei prodotti. Quest'ultimi vengono
filtrati dai centri di media valle, perché in parte assorbiti dalle tavole della cittadinanza e in
parte da un'offerta turistica eno-gastronomica che poggia sulla promozione dell'"autentico"
reperibile solo localmente, con il risultato di un minor mercato di prodotti rivolto alle grandi
città di pianura. Nel ripensare criticamente al rapporto tra la montagna e le grandi città di
pianura da nutrire ci si interrogherà allora sul reticolo di relazioni decentrate, sul ruolo dei
centri urbani di media valle e sul futuro urbano della civiltà montana (Dematteis 2016).
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
cibo; montagne; porte di valle; nuovi montanari
Elenco autori:
Cottino, Gaia
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Nutrire le città italiane attraverso le pianure e le montagne. Il contributo delle scienze umane attraverso un approccio applicativo