Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
La recente diffusione delle pratiche di consumo collaborativo nel mercato dell’ospitalità, meglio identificate sotto il paradigma della sharing economy, costituisce un’opportunità rilevante per la creazione di economie alternative spesso non regolamentate, decentrate, neoliberali e sostenibili. Se, da un lato, l’economia peer-to-peer (P2P) è in grado di alleggerire e facilitare i meccanismi di gestione dell’ospitalità, sia per i prestatori di servizi sia per i fruitori, mediante l’impiego di piattaforme digitali dinamiche e intuitive, è anche evidente come il suo largo utilizzo in ambito urbano ne imponga una più decisa regolamentazione per ciò che concerne gli affitti ad uso turistico. Ne deriva una sostanziale ridefinizione dell’assetto dei centri città, potenzialmente beneficiari di nuovi spazi del consumo e di nuove economie urbane. L’approccio cartografico di questo studio intende indagare l’ampiezza spaziale raggiunta in alcune tra le principali città italiane da parte di Airbnb, la piattaforma leader mondiale nello sharing dei servizi per l’ospitalità, mediante l’utilizzo dei big data forniti dal relativo provider open data (insideairbnb.com). Inoltre, esplorando l’area urbana di Milano come caso di studio, si rilevano due evidenze: nelle principali aree d’accesso alla città esiste una decisa sovrapposizione tra l’offerta turistica tradizionale e i patterns localizzativi di Airbnb, mentre nelle aree più decentrate, ma comunque interessate da una domanda turistica destagionalizzata, gli Airbnb esibiscono complementarietà rispetto all’offerta alberghiera.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
geografia urbana, economia della condivisione, Airbnb
Elenco autori:
Di Matteo, D; Saloriani, S
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